Della tosa della lana di ANTONIO SENES

1 Feb

Mentre la mia lana sarda "sucida" sta in ammollo mi dedico a pubblicare questo post.

Nel mio vagare su internet in cerca di vocaboli come "lana sucida" e "lana di pecora sarda" mi sono imbattuta in questa interessantissima (almeno per me) disquisizione sui termini e i metodi riguardanti la lavorazione della lana e le donne sarde.
E la pubblico integralmente; per me come appunto da rileggere, e per voi o per chi di voi fosse interessato.
Ho tovato tutto ciò che pubblico di seguito su questo sito:
il quinto moro

immagine tratta dal sito http://www.edilana.com/

Tratto da  “Curiosità del vocabolario sardo” di Antonio Senes; già pubblicate in circa 130 note su «La Nuova Sardegna», nell'arco del decennio 1960-1970 e Pubblicate nel 1971 dalla: Editrice sarda Fossataro (Cagliari).


Della tosa della lana.

Lassa, furési.  L'uso della lana è logicamente antichissimo in Sardegna, specie per ottenerne il tessuto – furési – coi quale i sardi si vestivano nei secoli passati e facevano sas bértulas (dal latino bertula), cioè le bisacce. Su furési, in italiano «orbace», o arcaicamente «albagio», è un tessuto grossolano ma utilissimo, specie per i campagnoli, dato il metodo piuttosto empirico e comunque incompleto con cui la lana sucida vien lavata, per il che conserva una parte del suo grasso naturale che respinge l'acqua.
Quasi tutti i termini relativi a questo prodotto degli allevamenti ovini e alla sua utilizzazione da noi adoperati provengono dal latino.  Così, ad esempio, il termine generico di lana; così quella parte migliore del tiglio che è detta stàmene in sardo, e stamen in latino.  E si filava e si tesseva non solo la lana della pecora, ma anche quella proveniente dalla capra, sebbene questa sia stata sempre considerata, e giustamente, molto piú grossolana e inadatta di quella di pecora.
Era un vanto della donna sarda sapere operare sa lana, esser affainada (conoscere tutte le faccende di casa, e anche di campagna, tolas sas faìnas, compresa quella del filare e tessere) talché era orgogliosa se si poteva dire di essa, come già delle antiche matrone romane: domi mansit, lanam fecit: rimase a casa e lavorò la lana.
Per la tosa della lana si usa ancora un tipo di forbici identico a quello usato dai romani, come si vede esposto nei musei della capitale.  Il vello ricavato dalla pecora, e si tenta con molti accorgimenti di raccoglierlo intero (perché, se spezzato, perde di valore, in commercio), si piega in un modo speciale, come una specie di nodo, perché resista al trasporto, ecc. I velli son detti sas lanas.  Ma per quanta cura si ponga nella tosa e nella raccolta delle lane, rimane pur sempre una parte di pezzame, dai fianchi e dal collo delle pecore ecc., e tale pezzame è chiamato frocchedda.  Il nome deriva anche esso dal latino, da floccus e dal suo diminutivo flocculus, da cui anche l'italiano «fiocco».  Il vocabolo frocchedda ha dato origine al verbo affroccheddare, lavorare, cioè, in modo disordinato e confusionario; e ai sostantivi affroccheddadura, il modo di chi lavora affroccheddante, e affroccheddéri, colui che opera in cotal guisa.
Si intende che oltre a frocchedda, floccus ha dato luogo anche al corrispondente sardo froccu: unu froccu de lana, un bioccolo, un fiocco di lana. Ma mentre frocchedda si riferisce esclusivamente al pezzame sucido della lana, cioè non lavata, fròccu si riferisce solamente a bioccolo di lana lavata, sia derivata dal pezzame che dalle lane intere.
La lana naturalmente, si sa, è sucida, o sudicia, cioè untuosa.  Tale grasso è detto in sardo sùcchida, ed è un prodotto naturale della bestia, che serve a dare al vello il potere di respingere l'acqua.  È in altre parole, un mezzo protettivo naturale, come quello degli uccelli che ingrassano le penne col grasso ricavato da una ghiandola sotto la coda.  In italiano il grasso della lana è detto «lanolina», grasso molto pregiato perché usato per pomate, saponi fini, unguenti ecc.  Vi fu un tempo, durante il quale la lanolina aveva tale pregio che le lavanderie della lana provvedevano alla lavatura a fondo, come si dice, di questa, senza alcun corrispettivo, pur di averne la lanolina.  È un grasso che ha potere detergente, talché le donne di casa quando lavano la lana per gli usi domestici, immergono indumenti e tessuti, per pulirli, nel liquame… sucido!
E, a proposito della lana, forse il benevolo lettore non sa che essa viene commerciata internazionalmente col sistema del condizionamento.  Cioè essa viene comprata e venduta condizionata, così come per il grano.  È noto, infatti, che il grano, portato all'ammasso dai contadini, viene sottoposto a una certa indagine, che è appunto la condizionatura.  Esso viene esaminato per accertare, oltre al peso specifico, la percentuale dei corpi estranei, commestibili o no, tollerati solo nella misura dell'1 per cento, e, specie per il grano duro, la misura del bianconato, tollerata fino al 10 per cento.  Percentuali maggiori o minori di corpi estranei e di bianconati danno luogo a una diminuzione o a una maggiorazione del prezzo base
Per la lana il condizionamento riguarda, oltre, naturalmente, altri requisiti (come finezza, elasticità ecc.), il grado di umidità. e noto che la lana è molto igroscopica, cioè che assorbe molto l'umidità, e naturalmente, secondo la stagione, ne perde.  Or si è convenuto internazionalmente, nel commercio della lana, di considerarla con una percentuale di umidità pari, se mal non ricordo, al 14 per cento dei peso.  Al momento della consegna della partita comprata, si prendono campioni dai vari colli e si determina il grado di umidità.  Questo è detto condizionamento. Il prezzo pattuito viene aumentato o diminuito a seconda che il grado di umidità è minore o maggiore al 14 per cento suddetto e in ragione della differenza.
 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: